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Heatmap perchè sono importanti e quando servono

🟠 Cos’è una mappa di calore?

Una mappa di calore (o Heat Map) è una rappresentazione grafica dei dati in cui i valori sono rappresentati a colori. Le mappe di calore rendono facile la visualizzazione di dati complessi e la loro comprensione con un colpo d’occhio.
Le mappe termiche del sito web visualizzano gli elementi più popolari (caldi) e impopolari (freddi) di una pagina web utilizzando colori su una scala che va dal rosso al blu. Più il colore dell’area è caldo maggiore sarà la concentrazione di movimento registrata.
Aggregando il comportamento degli utenti, le mappe termiche facilitano l’analisi dei dati e forniscono una comprensione immediata di come le persone interagiscono con la pagina di un sito web – su cui fanno clic, che fanno scorrere o che ignorano – che aiuta a identificare le tendenze e a ottimizzare per un ulteriore coinvolgimento.
💡 Le mappe termiche ti aiutano a capire come le persone interagiscono con le pagine del tuo sito web, in modo da poter trovare risposte a domande critiche per il business come “perché i miei utenti non acquistano”‘ o “come posso far agire un maggior numero di visitatori?’”.

Utilizzando le mappe di calore puoi determinare se le persone stanno:

🔸 raggiungendo contenuti importanti o non riescono a vederli
🔸 trovando e utilizzando i link, i pulsanti, gli opt-in e le CTA di una pagina
🔸 distraendosi a causa di elementi non cliccabili
🔸 avendo dei problemi legati ai dispositivi

Come strumento visivo, le mappe di calore ti aiutano a prendere decisioni ponderate basate su dati per il test A/B, l’aggiornamento o la riprogettazione del tuo sito web. E sono utili anche su una scala aziendale più ampia: le heat map consentono di mostrare ai membri del tuo team cosa sta succedendo e di ottenere più facilmente il loro consenso a effettuare delle modifiche.

🟠 A seconda delle loro funzionalità, le mappe di calore sono divise in tre tipologie diverse:

🔸 Hover Map,

ossia come si muove l’utente sulla pagina? Tracciano gli spostamenti del mouse sulla pagina che l’utente sta visitando. Il mouse rappresenta il movimento oculare sulla pagina web, anche se in realtà non sempre corrisponde al movimento che la stessa persona imprime al mouse. Solo nel 20% dei casi c’è stata una vera correlazione tra il movimento del mouse e il movimento oculare del visitatore. Inoltre, nello specifico, in un caso su cinque l’utente colloca il mouse su un link ma, in realtà, sta controllando con gli occhi altre informazioni all’interno della pagina. Questo metodo di analisi è quindi considerato meno attendibile rispetto agli altri due tipi

🔸 Scroll Map,

ti aiutano a capire fino a che punto un utente scorre la pagina che sta visualizzando.
Possono indicarti una potenziale mancanza di navigazione dell’intera pagina da parte di un utente, così da permetterti di sistemare i contenuti e le call to action più importanti in una posizione diversa, o di farti accorgere di una mancanza di interesse sui temi trattati. Inoltre, possono indicare una mancanza di legami tra i vari contenuti della pagina.
Sono delle mappe di colore particolari che definiscono precisamente quanto in basso un utente riesca ad arrivare nella pagina scrollando il mouse. Può essere molto utile, soprattutto se si tratta di una landing page abbastanza lunga, con una call-to-action verso la fine oppure con un modulo per le conversioni o per una richiesta di acquisto, e vuoi testare se l’utente arriva alla fine della pagina o si ferma prima. Se evidenzi nella pagina dei cambiamenti di colore significativi, vuole dire che l’utente non nota un vero e proprio collegamento diretto tra il contenuto iniziale e quello successivo.

🔸 Click Map,

ti aiutano a determinare dove i visitatori stanno facendo click o tap (nel caso di dispositivi mobile) con lo scopo di individuare rapidamente i problemi di una pagina: per esempio verificare se un pulsante viene correttamente individuato.Fornisce dati più precisi sui singoli click incrociando le dimensioni come il browser utilizzato, il tipo di sorgente e altri tipi di informazioni.
Ti mostra tutte le informazioni aggregate dei vari click effettuati. Ogni colore riporta un significato diverso. Con il blu hai avuto meno click, con il rosso più click, mentre i punti bianchi e gialli vogliono sottolineare la maggiore concentrazione di click.

⚠️ Perché usare le Heat Map se ho Analytics?

Google Analytics, o qualsiasi altro strumento che raccoglie informazioni sul traffico, è uno strumento straordinario per analizzare dati quantitativi.
Le Heat Map ti aiutano a comprendere come gli utenti utilizzano le pagine da un punto di vista qualitativo osservando esattamente cosa succede: una volta identificate le problematiche è possibile formulare delle ipotesi di risoluzione o migliorare il tracciamento per approfondire l’analisi.

🟠 Esistono tanti strumenti con cui puoi realizzare le Heat Map. Tra i più conosciuti ti segnalo:

🔸 Crazy Egg

è un potente strumento per fare un test di tracking. Può addirittura distinguere i click in base alle risorse utilizzate.Ha un periodo di prova gratuito di 30 giorni, successivamente sarà necessario sottoscrivere un piano di abbonamento

🔸 Hotjar

offre un piano Basic gratuito che permette di prendere dimestichezza con lo strumento ed è un’ottima scelta per iniziare a sperimentare. Potrai studiare e comprendere cosa incuriosisce gli utenti tra tutto quello che viene proposto sul sito e, soprattutto, cosa provoca il loro abbandono. Si tratta di uno strumento in grado di migliorare la User Experience e l’intera strategia digitale.
Le Heat Map sono molto importanti per capire dove le persone agiscono sulla nostra pagina web, cioè quali sono le call to action o i link, video e immagini che attirano la loro attenzione. Se abbiamo un contenuto con cui le persone interagiscono non ottimizzato, forse sarebbe utile sfruttare al meglio questa nostra risorsa.

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